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La fossa delle Leone

Ieri sera sono stata in una nota milonga a scattare foto…. su 274 foto se ce ne fosse una che mi soddisfa… grrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr…

Va beh, sorvoliamo!

Comunque è stata una gran bella serata, buona musica, un gran caldo e soprattutto: il gioco della mirada e del cabeceo, tipico delle milonge tradizionali Porteñe.

Così c’erano:

LA FOSSA DELLE LEONE

IN MEZZO “IL MAESTRO”

E POI IL LATO DEGLI UOMINI

che potranno anche scegliere la ballerina che vogliono, ma in questa foto mi sembrano proprio messi “al muro”!

Assaggi culturali

Ogni tanto succede.  Si entra in una libreria attirati da non si sa che. Si vaga per i libri, si sfoglia, si piluccano parole sparse e a volte si acquista un libro, veicolo di idee altrui. A volte si ricevono sensazioni insipide sotto ad una crosta apparentemente gustosa oppure sugosi manicaretti in veste semplice. Mondo in estinzione.

Condivisione

Entrare nel solito locale del sabato sera, sapere che ci sarà un nuovo Tangodj e dunque curiosità a manetta…. e scoprire che è Carlo …. e condividere tutti assieme la sua prima serata, che è andata benissimo!

Musica Maestro!

Silenzio

Essere sulla motonave in mezzo alla laguna, spettacolo stupendo e non desiderare altro che le altre 40 – 50 persone che sono con me stiano zitte. . .

Fino a poco tempo fa i residenti e frequentatori abituali della città lagunare avevano bisogno di Carta Venezia, una tesserina che dava la possibilità di usufruire dei servizi di mobilità urbana a costi agevolati (confrontati con i costi turistici).

Poi è subentrata la tecnologia e per gestire gli stessi servizi si è passati alla tessera Imob.

Peccato che tutti continuino ancora a chiamarla “carta venexia”… e così nella mia testa si è creata confusione con la Venice Card…. nome altisonante per una carta servizi prepagata.

Ho dovuto incontrare il cassiere del tronchetto per schiarirmi le idee:  la venice card gà na marea de servisi… “carta venexia” serve solo par el vaporetto… no a serve pa el sconto del parcheggio…

Così la mia illusione di sconto del 20% sulla sosta riservato ai possessori della Venice card è sfumata sul nascere….

Ladra di emozioni

… ma penso che un pochino lo siamo tutti… basta stare in un bar, a bere una birra e osservare i due dell’altro tavolo, che stanno conversando amabilmente e si tende l’orecchio per dare un senso alle rare parole che ci arrivano in grembo… e con il cellulare…. Ciak! Si fissa un’immagine che anche a distanza di anni ti riporta istantaneamente ad un’emozione

Rondaaaa!

Danze folk :-)

A Venezia per la Biennale ci si aspetta sempre qualcosa di carino, ma questo me lo sono proprio persa:

 

La “soffiata” è di www.repubblica.it, le foto le trovate quì.

Evvai con il treno….

In aprile mi sono permessa di protestare con le Ferrovie dello Stato perchè non ci sono treni che escono da Venezia dopo mezzanotte e molto cortesemente, fra le altre cose mi è stato risposto:

“…. . Per quanto concerne i collegamenti a carattere regionale, quali i treni Interregionali, va tenuto conto che la relativa programmazione è di competenza delle singole Regioni, i cui rapporti con Trenitalia sono regolati da specifici Contratti di Servizio, nell’ambito dei quali sono stabiliti, fra l’altro, il volume e la tipologia dei collegamenti ,  in coerenza con i vincoli economici e di esercizio summenzionati. …….”

Cioè un treno viene programmato se economicamente è vantaggioso.

Così ieri sera a mezzanotte e mezza sono stata a ritirare la macchina in un parcheggio di Venezia per tornare a casa dopo una serata in compagnia.

Faccio per partire e davanti all’auto vedo il sorriso di una ragazza dai tratti orientaleggianti che mi fa segno di fermarmi e dietro di lei un ragazzotto alto e biondo un po’ dinoccolato con le lentiggini sul naso…. che cercano una passaggio per Treviso…

Erano studenti stranieri che sono stati ad un concerto alla Fenice ed usciti non hanno trovato nessun treno per tornare a casa (l’ultimo da Venezia era alle 23,04).

Per me Treviso è TOTALMENTE fuori zona!!!

L’unica cosa che potevo fare era portarli alla stazione di Mestre.

Durante il viaggio poca conversazione: ero concentrata sul pensare se ricordavo un treno dopo mezzanotte per Treviso (era alle 00,08). Se a Mestre c’era una stazione di autobus e se eventualmente c’erano i taxi. Ma soprattutto non dovevo farmi prendere dalla voglia di portarli a casa: stamattina dovevo essere al lavoro alle 8.

Con la coscienza sporchissima li ho abbandonati davanti alla stazione di Mestre, indicando la reception dell’ hotel che c’è lì davanti come ultima spiaggia per informazioni….

La sera prima però era toccato a me.

In ritardo di 30 minuti con un treno da Milano alla stazione di Vicenza ho perso la coincidenza con l’ultimo treno (alle 21,09) e  mi son dovuta far portare alla stazione dove avevo la macchina da un taxi: 30 km di corsa…. non diciamo il costo….

Per fortuna stiamo diventando ecosostenibili.

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